Lo sviluppo del mercato dei personal computer e la crescita delle loro capacità di prestazione hanno via via ridotto le differenze fra i microcomputer e i sistemi professionali (workstation). Si è verificata una convergenza delle due linee di prodotti, sia in termini di hardware che di software: sistemi operativi pensati per macchine "universitarie" (come Unix) vengono portati sui personal (per diventare Linux) e contemporaneamente sistemi monoutente (MS-DOS) evolvono verso la multiutenza e la condivisione di risorse (Microsoft Windows).
Gli sviluppi dell'informatica negli anni Novanta sono principalmente dovuti al progressivo affermarsi della rete mondiale Internet e alla richiesta di sempre più numerosi servizi. Attraverso di essa, si sono così diffusi linguaggi pensati espressamente per la rete, come Java (orientato agli oggetti, per la condivisione di codice eseguibile e servizi client-server), e vari programmi per la navigazione (o Browser) (Netscape Navigator, Microsoft Internet Explorer). La crescente potenza dei microprocessori permette oggi di gestire attraverso il computer, oltre al testo e alle immagini fisse, anche suoni e immagini in movimento; realizzando quel tipo di comunicazione noto come multimedialità. Oggi l'informatica costituisce, nei paesi maggiormente industrializzati, un tipo di infrastruttura dalla quale è impossibile prescindere per svolgere la maggior parte delle attività lavorative, dalle più comuni alle più sofisticate; sta diventando una tecnologia fondamentale per migliorare diversi servizi pubblici, dalla sanità ai trasporti, e sta entrando di prepotenza nelle abitazioni, attraverso il controllo elettonico e l'automatizzazione di quasi tutti gli apparecchi utilizzati quotidianamente.
 

Per chi si trova ai primi approcci con il misterioso mondo dell’informatica, queste piccole tracce storiche, possono contribuire a dare un’idea di quello che oggi è diventato questo fenomeno.

Sedersi dinanzi alla tastiera di un computer e con il mouse seguire tutti i vari comandi, molto spesso ci estranea da quello che vi è all’interno di quella scatola che noi vediamo, e che molto spesso ci incute “terrore”, nel senso che stiamo molto attenti a quello che manipoliamo onde evitare di danneggiare il nostro sistema.

La conoscenza dell’hardware è molto spesso di grande aiuto quando si devono istallare determinati programmi, perché molto spesso ci vengono richieste delle configurazioni specifiche e ci si trova davanti a persone o ad argomenti che parlano una lingua molto complicata; frequenza di clock, capacità dell’hard disk, memoria Sdram, ecc.

Per chi si trova alle prime armi o è da poco entrato a contatto con questa realtà, tutto ciò non crea che confusione;

Ci proponiamo quindi di spiegare e descrivere la struttura interna di un computer e di rendere più facile la comprensione dei vari componenti hardware, di modo che chi si trova davanti un computer, o deve comprarlo per la prima volta, potrà così comprendere questo linguaggio incomprensibile.

Anzitutto distinguiamo due parti fondamentali in un computer: le unità di input e quelle di output. S’intende per input, tutte quelle periferiche cioè quegli strumenti in grado di poter immettere dati all’interno dell’elaboratore (in gergo computer), i principali sono: tastiera, mouse, scanner, tavolette grafiche, webcam, macchine fotografiche digitali, videocamere digitali, schede di acquisizione video.

Per unità di output s’intendono quelle periferiche in grado di poter esternare i dati elaborati dal computer; le principali sono: monitor, stampante, plotter.

Ci sono poi delle periferiche che fungono sia da unità di input che da output come i modem.