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L’Informatica ( il termine deriva da INFORmazione e autoMATICA e si riferisce a tutto ciò che riguarda il trattamento e la trasmissione delle informazioni in modo automatico, senza cioè l'intervento dell'uomo) è la disciplina che studia la progettazione, la programmazione e l'applicazione del computer all'elaborazione e al trasferimento delle informazioni. LE ORIGINI La necessità di eseguire rapidamente e senza errore calcoli anche complessi ha spinto l'uomo fin dall'antichità a costruire macchine che lo aiutassero in tal senso. Il primo e più antico strumento di calcolo costruito dall'uomo fu l'ABACO, una tavoletta con degli incavi su cui scorrevano dei sassolini che rappresentavano i numeri. Solo molto più tardi, nel 1642, BLAISE PASCAL costruì una macchina della "PASCALINA", in grado di eseguire operazioni di somma e sottrazione. Nel 1671 LEIBNITZ ne ideò una più perfezionata, in grado di eseguire anche moltiplicazioni e divisioni, e fu proprio lui ad introdurre ed utilizzare l'aritmetica binaria oggi usata per la rappresentazione ed elaborazione delle informazioni in tutti gli elaboratori. Bisogna arrivare alla prima metà dell'800 per incontrare la prima macchina "programmabile". La ideò CHARLES BABBAGE nel 1833. Il suo schema di funzionamento era di tipo meccanico, funzionava tramite un programma memorizzato su un nastro di carta perforata, e già vi si potevano distinguere l'Unità di calcolo e la Memoria Centrale. Nel 1847 nasce l'algebra di Boole, ad opera del matematico inglese George Boole, sulla quale si basa lo schema di comportamento logico di un computer. Nella seconda metà degli anni Quaranta, gli studi dello scienziato Turing in Inghilterra e di Atanasoff negli Stati Uniti portarono alla costruzione delle prime macchine elettroniche capaci di elaborare informazioni e algoritmi complessi. Queste macchine erano molto ingombranti (occupavano intere stanze) e utilizzavano migliaia di valvole: venivano programmate in linguaggio macchina, da operatori che manualmente, azionando determinati interruttori esterni, modificavano le connessioni fra i circuiti. Nelgli anni '40 gli studi in questo campo compirono un grosso balzo in avanti. A partire dalla fine degli anni '30, il tedesco KONRAD ZUSE progettò una serie macchine, la serie Z, il cui funzionamento era affidato a dei relè, interruttori comandati da un elettromagnete. La prima macchina di questa serie in grado di eseguire un programma scritto su un nastro perforato fu lo Z3 (1941), cui ne seguirono altre più perfezionate. Dopo la seconda guerra mondiale venne costruito il MARK1 in collaborazione con la IBM (1944) che era ancora di tipo elettromeccanico. Ma quello che ancora oggi è considerato il capostipite della prima generazione di elaboratori fu l'ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Calculator) costruito in Pensylvania nel 1946. Fu costruito con la tecnologia delle valvole termoioniche, che andarono a sostituire i relè. Nel decennio dal 1956 al 1966 si svilupparono gli elaboratori della II generazione in cui le valvole termoioniche furono sostituite dai transistor; in questa fase vennero realizzate le prime memorie a nuclei magnetici e vennero scritti i primi linguaggi di programmazione, ad es. COBOL e FORTRAN, che avvicinarono maggiormente il linguaggio della macchina a quello dell'utente. Dimensioni, pesi e consumi vennero drasticamente ridotti, l'affidabilità divenne migliore e la velocità di elaborazione più elevata grazie anche allo sviluppo sempre maggiore del software di base. Con l'avvento dei circuiti integrati (1970) si giunse alla III generazione. Le prestazioni sono notevolmente migliorate ed è divenuto possibile costruire reti di elaboratori con possibilità di elaborazione a distanza attraverso terminali remoti. Compaiono inoltre i dischi magnetici (floppy disk), per la memorizzazione dei dati, e stampanti sempre più veloci, che hanno consentito una forte espansione dell'utilizzo dell'informatica. L'evoluzione tecnologica ha portato, attraverso sofisticate tecniche di miniaturizzazione dei circuiti integrati (ovvero i chips), alla realizzazione di Microprocessori sempre più complessi che racchiudono in sé un numero sempre maggiore di funzioni. Questa è la IV generazione degli elaboratori, che ha consentito definitivamente l'ingresso del computer in ogni campo dell'attività lavorativa e della vita quotidiana. Oggi l'evoluzione dei computer è legata, oltre che a sviluppi di tipo tecnologico, anche ad innovazioni nel software. La ricerca infatti sta volgendo il proprio interesse verso l'intelligenza artificiale ed i sistemi esperti (V generazione). Quando si parla di intelligenza artificiale (I.A.) si intende la possibilità che il computer sviluppi, attraverso il software, processi di apprendimento in grado di allargare le sue conoscenze attraverso esperienze acquisite. Gli studi sull'intelligenza artificiale hanno portato alla costruzione di sistemi esperti, di sistemi cioè che sono in grado di trarre conclusioni sulla base delle conoscenze acquisite in qualche problema specifico.
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