Ormai in tutti i computer c'è fra i vari componenti anche un "masterizzatore", ovvero una unità Cd-R Cd-Rw, il quale permette di memorizzare dati sui supporti ottici. Noi qui non parliamo della miriade di "masterizzatori" presenti sul mercato, poiché sono in continua evoluzione e non ci sarebbe spazio sufficiente per descrivere tutte le varie caratteristiche che queste unità presentano. Però sicuramente una cosa molto importante è questo piccolo glossario dove trovate alcuni termini che sicuramente avrete incontrato durante una qualsiasi masterizzazione.

Buffer underrun: Durante la scrittura, i dati devono fluire in modo continuo dall'unità sorgente (che può essere un lettore cd o il vostro hard Disk) al masterizzatore. Per prevenire interruzioni nel flusso delle informazioni, ogni masterizzatore dispone di un buffer di memoria che varia da masterizzatore a masterizzatore, comunque si parte sempre da 2 Mb e più grande è il buffer meno problemi avrete di buffer underrun. Nel buffer vengono memorizzati in anticipo i dati da trasferire sul supporto ottico. Prima di iniziare la registrazione, il buffer viene completamente riempito e durante il processo di scrittura, il buffer viene alimentato costantemente dal sistema. Nel caso in cui dovesse verificarsi una interruzione nel flusso di dati, il recorder continuerà la registrazione fino all'esaurimento dei dati presenti nel buffer. A buffer completamente vuoto (buffer underrun), la registrazione viene interrotta creando così un Cd illeggibile, ma ormai tutti i recorder adottano una tecnologia di prevenzione del buffer underrun che si chiama Burn-Proof.

Burn-Proof: Contrazione di Buffer Underun-Proof (a prova dell'errore di svuotamento del buffer), è la tecnologia di prevenzione dell'errore di svuotamento del buffer sviluppata da Sanyo. Un chipset dedicato tiene sotto controllo il livello di riempimento del buffer e quando scende al di sotto di una certa soglia, la registrazione viene sospesa. A buffer nuovamente alimentato, la scrittura riprende riposizionando il pickup ottico nel punto d'interruzione con una precisione dell'ordine del micron. Dopo Sanyo, altri produttori hanno sviluppato proprie tecnologie di prevenzione del buffer underrun, basate sul medesimo schema operativo del Burn-Proof.

Cd Mixed Mode: E' un disco che contiene una traccia dati seguita da una o più tracce audio. Poichè i Cd player Hi-Fi leggono solo la prima sessione contenuta nel supporto, l'inserimento di un Cd Mixed Mode potrebbe danneggiare il lettore, se tentasse di accedere erroneamente alla sessione dati. Per evitare questo problema è stato introdotto il formato Cd-Extra o Cd Plus.

Cd Extra o Cd Plus: E' un Cd contenente una sessione di tracce audio che possono essere al massimo 98, scritte in modalità Disc-at-once, seguita da una seconda e conclusiva sessione contenente dati.

Cd Text: Si tratta di un tipo particolare di Cd-Audio nella cui Toc sono memorizzate anche informazioni testuali sul titolo dell'album, nome dell'artista, titolo dei brani e altre informazioni addizionali fino a un massimo di 5.000 caratteri. Le informazioni Cd-Text sono visualizzabili solo sui Cd player compatibili. Comunque molti caricatori Cd che di solito si montano in macchina, supportano questo formato, naturalmente è scritto sia sul manuale delle istruzioni che sullo stesso caricatore.

Dae: (Digital audio extraction) ovvero estrazione digitale di tracce audio. Consiste nell'estrazione diretta delle tracce audio di un Cd-Audio riversandole in formato Wav su un disco fisso o su un'altro supporto di archiviazione dati. Le tracce estratte sono utilizzabili per creare compilation personalizzate su Cd oppure per la conversione in formato compresso quale è l'Mp3.

Disc-at-once: In modalità Dao (ovvero disc at once) l'intero processo di registrazione del cd è eseguito in un unico passaggio, senza interruzioni e senza mai spegnere il laser. Un Cd creato in modalità Dao è a singola sessione e contiene un unico lead in, una sola area dati e un unico lead-out.

Iso 9660: Fu sviluppato nel 1987 per iniziativa dell'International Standards Organization, ed è il file system standard per i Cd-Rom, compatibile con i sistemi operativi Dos/Windows, Macintosh e Unix. Le specifiche definiscono il formato della directory per un Cd-rom e un Cd- R e prevedono tre livelli. Il livello 1 limita rigidamente la lunghezza dei nomi di file e cartelle al formato 8.3 del Dos ( otto caratteri per il nome, 3 per l'eventuale estensione), con set di caratteri maiuscoli, numeri e underscore, nidificazione delle cartelle fino all'ottavo livello, con un massimo di 255 caratteri per percorso. I file devono essere scritti in settori contigui. Il livello 2 estende a 32 caratteri la lunghezza massima dei nomi di file e cartelle, ferme restando le restrizioni in termini di livello di nidificazione, lunghezza del percorso e scrittura in settori contigui. Il livello 3 abilita la scrittura di file in settori non contigui del supporto.

Joliet: Il file system sviluppato da Microsoft per superare le limitazioni dell'Iso 9660 livello 1 con sistemi operativi Windows 95 e successivi. Le specifiche Joliet utilizzano un descrittore secondario di volume (Svd, secondary volume descriptor) che consente di registrare file e cartelle con nomi lunghi fino a 64 caratteri e set di caratteri Unicode. La compatibilità con il mondo Dos/Windows 3.x è mantenuta grazie alla presenza di un descrittore primario del volume conforme alle specifiche Iso 9660 livello 1.

Lead-in: In un Cd-R/Rw, è ll'area che precede la Program Area e che contiene la Toc (Table of contents, tabella dei contenuti) della sessione. Il lead-in occupa 4500 settori (circa 9 MByte di spazio) e viene scritto in chiusura di sessione con il lead-out.

Lead-out: Un'area di silenzio digitale scritta in coda all'area dati del Cd, al termine di ogni sessione. Il primo lead-out ha una durata di 90 secondi, pari a 6750 settori (circa 13 MByte); eventuali lead-out successivi occupano ciascuno 2250 settori (30 secondi, pari a circa 4 Mbyte)

Mount Rainer: Standard sviluppato da un consorzio di aziende formato da Philips, Sony, Microsoft ed altri, che punta a integrare direttamente a livello del sistema operativo la scrittura a pacchetti su Cd-Rw e altri supporti ottici, senza l'ausilio di software specifici quali InCD di Ahead o DirectCD di Roxio. Le specifiche Mount Rainer includono la funzionalità di defect management (controllo dei settori difettosi) gestita direttamente dall'hardware, come nei dischi fissi, e la formattazione in background, grazie alla quale il supporto è reso accessibile in pochi secondi per la scrittura via drag and drop.

Multisessione: Tecnica di masterizzazione che consiste nell'accodare una o più sessioni a un Cd contenente già una prima sessione. Le diverse sessioni sono collegate tra loro in modo che il disco appaia come un volume unico. Ciascuna sessione ha i propri lead-in, area di memorizzazione dati e lead-out.

Opc Area: Optimum Power Calibration Area (area di calibrazione ottimale del laser). Un'area del supporto ottico utilizza per calibrare la potenza del laser al livello necessario per la registrazione affidabile su ogni specifico supporto ottico.

Packet writing: Tecnica di masterizzazione che consiste nell'aggiungere piccole quantità di dati (pacchetti) a una sessione già esistente, senza doverne aprire una nuova. Le informazioni possono essere trasferite interamente nel buffer del masterizzatore prima della scrittura su disco, evitando l'errore di buffer underrun. La dimensione dei pacchetti può essere fissa o variabile. La scrittura a pacchetti di dimensione fissa è utilizzata per la scrittura su Cd-Rw e facilita le poerazioni di cancellazione e riscrittura dei dati, consentendo di utilizzare il supporto come un disco rimovibile di grandi dimensioni. La scrittura a pacchetti di dimensione variabile è più adatta per la scrittura su Cd-R.

Program o Data Area: Area dei program o dei dati, L'area del Cd compresa tra lead-in e lead-out in cui sono registrati i dati utente (audio, dati, immagini, video).

Registrazione Cav: In modalità Cav (Constant angular velocity, velocità angolare costante), la velocità di rotazione del disco è manteunta costante per l'intero processo di scrittura. In questo modo, la velocità di registrazione aumenta progressivamente man mano che il laser avanza dalle tracce interne verso quelle esterne del supporto.

Registrazione Clv: In modalità Clv (Constant linear velocity, velocità lineare costante), la velocità di registrazione dei dati è mantenuta costante per tutta la superficie del disco variando la sola velocità di rotazione del supporto.

Registrazione P-Cav: In modalità Partial Cav (velocità angolare costante su una parte del supporto), la velocità di rotazione del disco è mantenuta costante (Cav) fino a quando il masterizzatore raggiunge la massima velocità di registrazione. A quel punto avviene il passaggio alla modalità Clv: la velocità di scrittura è mantenuta costante fino alla fine del disco mentre la velocità di rotazione decresce progressivamente.

Registrazione Z-Clv: Zone Clv (velocità lineare costante a zone). Tecnica di registrazione adottata da molti Cd recorder con velocità di scrittura superiore a 16x. Il supporto ottico è virtualmente diviso in tre o più aree distinte, in ognuna delle quali la scrittura avviene a velocità lineare costante (Clv). Passando da una zona all'altra, la velocità di scrittura è aumentata. Nei punti di transizione tra le zone, il processo di registrazione è temporaneamente sospeso e posto sottocontrollo della funzionalità di prevenzione dell'errore di svuotamento del buffer.

Sessione: Una sequenza di una o più tracce contigue registrate su Cd. Ogni traccia è costituita a sua volta da una sequenza di settori ed è separata dalle tracce adaicenti da un piccolo gap o pausa.

Session-at-once: Modalità di registrazione utilizzata nel formato Cd-Extra. Una prima sessione contiene tracce audio scritte in modalità Disc-at-once, seguita da una seconda e conclusiva sessione contenente dati. Tra le due sessioni, il laser viene spento e il Cd mantenuto aperto.

Settore: Il formato fisico del Cd-Rom deriva da quello del Cd-Audio, capace di archiviare 74 minuti di musica digitalizzata su un disco di 12 cm di diametro. La conversione del segnale sonoro da analogico a digitale è ottenuta prelevando 44.100 campioni audio al secondo sui due canali stereofonici. Ogni campione è descritto da un valore binario a 16 bit e la registrazione di 1 secondo di musica richiede 176.400 byte. In un Cd Audio, ogni secondo è scisso in 75 blocchi o settori di 2352 byte. Un Cd da 74 minuti contiene 333000 blocchi, pari a 783216000 byte (746,93 Mbyte). Quando il Cd è utilizzato come supporto per l'archiviazione dati, in base alle specifiche Yellow Book e al formato Modo 1 introdotti nel 1984 da Philips e Sony, solo 2048 dei 2352 byte di ogni blocco sono utilizzati per la memorizzazione dei dati; dei rimanenti 304 byte, 12 byte sono utilizzati per le informazioni di intestazione e sincronizzazione e 288 byte per i codici di individuazione e correzione degli errori. A causa di questa diversa struttura, un Cd da 74 minuti o 333000 blocchi può contenere 681.984.000 byte, pari a 650,39 MByte di dati. Infatti, il prodotto di 2048 byte x 75 blocchi corrisponde a 153600 byte al secondo (150 KByte/sec.) è questa la cosiddetta velocità 1x presa come unità di misura delle prestazioni dei drive di Cd-Rom.

Traccia: La Program area del Cd, ossia l'area che contiene le informazioni registrate dall'utente, può contenere fino a 99 tracce della lunghezza minima di 4 secondi 8ossia 300 blocchi, corrispondenti a 705600 byte audio oppure 614.000 byte di dati). Nel Cd-Audio, un formato a singola sessione, ogni traccia corrisponde a un singolo brano. Un Cd-R di dati può essere registrato in una o più sessioni, ognuna delle quali contiene un'unica traccia.

Track at once: Nella scrittura in modalità Tao (Track at once, una traccia alla volta), il laser viene spento alla fine di ogni traccia, introducendo un silenzio digitale di 2 secondi prima della traccia successiva. Se la combinazione di hardware e software lo consente, è possibile ridurre quasi a zero la pausa tra le tracce.

Udf: Universal Disc Format (formato universale del disco). File system per supporti ottici sia a sola lettura sia di tipo registrabile e riscrivibile, sviluppato dalla Optical Storage Technology Association (Osta) al fine di consentire un'interoperabilità  in lettura e scrittura tra piattaforme differenti. Vi sono tre versioni delle specifiche. L'Udf 1.02 è utilizzato per l'archiviazione di grandi quantità di dati su supporti a sola lettura, come Dvd-Rom e Dvd-Video. L'Udf 1.5 aggiunge il supporto alla scrittura a pacchetti incrementale su Cd-R e Dd_Rw, con cui il supporto è utilizzabile come una unità rimovibile di grandi dimensioni. L'Udf 2.01 è la versione finale dello standard e contempla la scrittura di file in tempo reale, destinata ad applicazioni di videoregistrazione digitale.

Fonte Pc Professionale sett. 2002