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| EVOLUZIONE DELL'HARDWARE I primi computer erano macchine molto costose, in seguito, l'abbassamento dei prezzi e la differenziazione di dimensioni e prestazioni delle macchine allargò l'utenza. Con l'introduzione dei microprocessori (capaci di elaborare le informazioni a gruppi di 8, 16 e 32 bit), a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, nacquero i microcomputer, o personal computer, che resero l'elaboratore elettronico accessibile alla grande utenza, sia dal punto di vista del prezzo che dell'ingombro. Anche l'interfaccia con l'utente subì notevoli semplificazioni: alle schede perforate si affiancarono i terminali video (con maggiore controllo sulla macchina), le unità nastro (con la possibilità di archiviare ingenti quantità di dati) e più recentemente i modem (per collegare fra loro i computer attraverso le normali linee telefoniche).
Negli anni Ottanta si avviò uno sviluppo di microprocessori di potenza crescente (Z 80 di Zilog, da 8088, 8086, 80286, 80386, 80486, fino a Pentium, Pentium II, III (ed ora il Pentium di IV generazione) di Intel, e poi ancora AMD, Cirix con l’introduzione di microprocessori ad istruzione x86; 680xx di Motorola, a tecnologia RISC, Alpha di Digital) che continuò negli anni seguenti con rapidità incalzante, spinto dall'espansione del mercato. I progettisti di sistemi informatici si dovettero però preoccupare non solo di creare microprocessori più potenti, ma soprattutto, per soddisfare le esigenze del mercato, di semplificare l'utilizzo dei microcomputer. Nei laboratori della Xerox si cominciarono a studiare nuove interfacce utente: nacquero la presentazione delle istruzioni in forma di "finestra" (utilizzata poi nei sistemi come Apple MacOs, Microsoft Windows, OSF-Motif, X-Window) e sistemi di puntamento innovativi (mouse, touch screen, joystick, penne ottiche).
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